Sindrome di Osgood-Schlatter e bambini: parla la fisioterapista

La Sindrome di Osgood-Schlatter è una sindrome dolorosa che coinvolge il ginocchio dei bambini. 

Nello specifico, si tratta del distacco di una porzione di osso della tibia, la tuberosità tibiale anteriore – subito sotto alla rotula – che si traduce con un forte dolore e gonfiore in quella zona.

Sindrome di Osgood-Schlatter: chi sono i soggetti a rischio

La Sindrome di Osgood-Schlatter colpisce i bambini in età pre-adolescenziale ed è dovuta al sovraccarico del tendine rotuleo, quindi del muscolo quadricipite, rispetto alla forza di calcificazione della protuberanza ossea sulla quale si inserisce.

I punti di inserzione del muscolo sulla rotula sono infatti quelli più sollecitati dalle contrazioni muscolari perché costituiscono il punto fisso che aziona la leva ossea; nei bambini però, le estremità ossee non sono ancora calcificate, ma sono invece formate da cartilagini dette di accrescimento che permettono, in fase di sviluppo, l’allungamento dell’osso. 

Sindrome di Osgood-Schlatter: come si sviluppa 

Di norma, nell’accrescimento la forza espressa e la forza dell’osso dovrebbero essere proporzionate; può capitare per vari motivi che ci sia uno squilibrio tra queste forze: le cause possono essere sia un osso troppo “debole”, sia – come è possibile notare nella maggior parte dei casi – una muscolature troppo forte, che provoca uno stress meccanico eccessivo in intensità e/o durata, con il muscolo che rimane in contrattura. 

Quest’ultimo caso è quello tipico dovuto ad allenamenti sportivi numerosi ed intensi, non accompagnati da un giusto stretching, del quadricipite in particolare; il muscolo dunque, rimane sempre più contratto, sempre più rigido, allenamento dopo allenamento, arrivando a staccare la protuberanza tibiale sulla quale si inserisce.

La Sindrome di Osgood-Schlatter: quali sono le terapie

In riferimento alla Sindrome di Osgood-Schlatter nel quadro sopra descritto, è importante sottolineare quanto la prevenzione attraverso lo stretching costante sia importante, così come una buona fase di riscaldamento a inizio dell’attività sportiva.

A danno avvenuto comunque è possibile mettere in atto un protocollo di terapia così composto:

  1. Riposo iniziale, soprattutto da salti, arrampicate, affondi/accosciate, e anche dalle scale;
  2. Utilizzo di una fascetta da applicare subito sotto la rotula che, premendo sul tendine rotuleo in zona inserzionale, scarica il tendine di una parte della contrazione e ne rinforza l’attaccatura;
  3. Lavoro decontratturante e di allungamento del muscolo quadricipite;
  4. Monitoraggio fino alla fine del periodo di sviluppo e finché l’osso non sarà del tutto calcificato con la maturazione.

Se non trattato infatti, potrebbe verificarsi uno sviluppo osseo alterato, il perpetuarsi del dolore o la necessità di un intervento chirurgico per rimuovere eventuali frammenti o ricongiungere la tuberosità con la tibia.

Il consiglio della nostra fisioterapista Sara Vignoli:

“La Sindrome di Osgood-Schlatter è una patologia alla quale è necessario prestare attenzione da subito ma che, se non trascurata, è in grado di guarire completamente senza complicanze di sorta.”

Articolo originale: http://www.saravignoli.it/press/

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