Consapevolezza e emozioni celate

Spesso, capitata, quando si parla di discipline olistiche, che si senta dire
“Io credo a queste cose” che fa il paio con “ Se ci credi potrebbero funzionare”.
Come se le pratiche terapeutiche proposte dagli operatori dei rimedi alternativi appartenessero al mondo dello shamanesimo o fossero in qualche modo legati alla creduloneria da parte di chi usufruisce di questo genere di pratiche.
È vero, non si può negare che si incappa frequentemente in millantatori che con la sola imposizione delle mani ungono l’anima, ma è altrettanto vero che ci sono innumerevoli professionisti (dei quali faccio parte) che dedicano la vita allo studio e alla preparazione per offrire un servizio la cui funzione è quella di alleviare pene.
Anche attraverso la consapevolezza del se più intimo.
Facciamo insieme un’analisi partendo dalla radice di un dolore la cui origine spontanea non trae radici da un evento traumatico di tipo incidentale e fisico.

Partiamo dalle emozioni, quelle primarie: gioia, rabbia, paura, tristezza, ecc., che si differenziano dai sentimenti per la loro caratteristica di brevità. Le emozioni sono fugaci rapide hanno una durata intensa ma breve.

Non possiamo essere felici per sempre ahinoi.
Proviamo a tradurlo in ciò che è biochimicamente.
Sono ormoni, peptidi, sinapsi e un’infinità di altre sostanze che convergono verso recettori i quali ritrasformano quelle sostanze in risposte coerenti con ciò che le ha generate.
Una vibrazione emozionale tradotta in materia, la quintessenza dei concetti quantistici.
Ora, se diamo libero corso coerente alla sensazione provata, avremo una carica ed una scarica equilibrata e funzionale ma, se la blocco attraverso l’azione della parte cosciente del nostro cervello qualcosa cambia e le sostanze in gioco avranno delle alterazioni per essere metabolizzate appropriatamente .

Va da se, se blocco un emozione come la paura, la sensazione più potente del nostro cervello al quale la natura ci ha perfettamente calibrato, avremo in tutta risposta delle conseguenze che altereranno lo stato psichico e fisico di noi stessi. In sostanza non è questione di crederci, questa è neuroscienza.

Le ricerche dimostrano che stati emozionali alterati generano alterazioni del nostro sistema immunitario che è la bilancia della vita di tutti gli esseri viventi.
Una preoccupazione agirà sullo stomaco, magari causando gonfiore, cattiva digestione, un’alterazione dei batteri fondamentali ed uno stato infiammatorio persistente.
Forse si cercherà rimedio farmacologico magari anche sostenuto dalle indagini empiriche di analisi che individueranno l’helicobacter tanto famigerato quanto fastidioso, ma questo sposta l’attenzione dall’origine del problema.
La preoccupazione.

La soluzione passa inesorabilmente, quando il processo è troppo avanzato, anche attraverso la farmacologia, ma un supporto terapico diverso, olistico , aiuta alla risoluzione del problema più rapidamente. Un massaggio che aiuta il corpo a rispondere con endorfine, dopamine, serotonina (questo è ciò che fa il massaggio) e magari aggiungendo l’interpretazione dell’operatore il quale consiglia alla persona trattata di chiedere aiuto per la soluzione di quel problema, portandogli così consapevolezza fino a quel momento smarrita a causa dell’intensità del proprio vissuto, accelera esponenzialmente il processo di soluzione prima che questa di tramuti in una malanno più impegnativo .
Pertanto non si tratta di “Crederci” in quanto è inopinabilmente così, si tratta di cercare i professionisti competenti che sappiano rispondere alle nostre esigenze .
Questo è.

Articolo scritto da Paolo Fois

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