Smart Working e postura: come evitare danni

I consigli della nostra docente Dott.ssa Sara Vignoli Fisioterapista
 
Moltissime persone prima della pandemia sicuramente pensavano “che bello sarebbe lavorare da casa”! Forse queste persone nell’ultimo anno hanno imparato che lavorare da casa comporta sacrifici.
 
Non parlo solo di sacrifici di spazio, di condivisione, ma anche problemi di scomodità che, nel lungo periodo, si tramutano in dolori.
 
Analizziamo i 3 errori più comuni che si possono commettere lavorando in smart working:
 
1. Seduta inadatta: spesso si usano sgabelli, divano o futon su cui sedersi a gambe incrociate. La seduta deve essere abbastanza sostenuta, non troppo morbida, e avere un’altezza tale da poter tenere i piedi appoggiati a terra e le ginocchia flesse ad un angolo di 90°-100°. Inoltre, la sedia deve avere uno schienale che arrivi almeno a metà delle scapole.
 
2. Errato rapporto tra seduta e piano di lavoro: l’altezza della seduta deve essere tale da permettere l’appoggio degli avambracci sul tavolo, mantenendo i gomiti ad un angolo tra 90° e 160° (braccia non distese).
 
3. Schermo del pc troppo basso: spesso a casa si usano i portatili e questo fa si che gli schermi siano troppo bassi; il consiglio è di usare tastiere separate per poter alzare lo schermo o, quantomeno, usare gli appositi supporti inclinati.
 
Una buona postura lavorativa è la salvaguardia del benessere fisico. E ricordatevi di fare una pausa per fare due passi intorno al tavolo almeno ogni ora.
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